Un’era è una fase auto-definita o uno stadio della vita che stai attraversando o hai vissuto, caratterizzato da interessi specifici, stile, mentalità o identità. Sui social media, in particolare su TikTok, il termine era si riferisce a un periodo distinto in cui qualcuno incarna una particolare personalità, estetica o focus di vita. È un modo per etichettare e condividere i diversi capitoli della propria vita — dalla villain era alla main character era — aiutando gli altri a capire a che punto sei del tuo percorso personale.
Il termine ha guadagnato una trazione significativa intorno al 2021, quando gli utenti di TikTok hanno iniziato a usarlo per descrivere diverse fasi della loro vita. Le persone condividevano foto o video di vari periodi con caption come “la mia Fleabag era” o “la mia healing era”, creando un modo immediato per discutere di crescita personale e trasformazione. Il successo è esploso definitivamente quando Taylor Swift ha nominato il suo tour del 2023 The Eras Tour, celebrando in ogni show le diverse ere dei suoi album. I fan hanno iniziato a vestirsi richiamando le diverse ere di Taylor Swift e, improvvisamente, il termine è diventato un fenomeno culturale che va ben oltre la musica.
Le ere variano da quelle giocose a quelle profondamente personali. Alcuni esempi popolari includono la “villain era” (rifiuto delle aspettative sociali), la “main character era” (sentirsi il protagonista della propria vita), la “healing era” (focus sul miglioramento di sé), la “DGAF era” (fase del “non me ne frega niente”) e la “snail girl era” (prendersi tempo per la cura di sé). Ogni era cattura una mentalità distinta o un periodo della vita. Le persone usano le ere per scandire ogni cosa: dalle scelte di moda e la situazione sentimentale ai cambiamenti di carriera e le fasi emotive — tutto ciò che definisce quella particolare identità.
I marketer hanno abbracciato il concetto di era per connettersi con l’audience in modo autentico. I brand fanno riferimento a ere culturali o invitano i follower a condividere le proprie ere personali, creando engagement intorno all’identità e alle fasi della vita. I content creator usano le ere per inquadrare la loro evoluzione — mostrando trasformazioni before-and-after, sforzi di rebranding o diverse fasi dei contenuti. È diventato un potente strumento di storytelling perché riconosce che le persone non sono statiche; si muovono costantemente attraverso diverse versioni di se stesse, e i brand che lo capiscono riescono a creare una connessione più profonda.
Sebbene il termine sia stato certamente abusato in alcuni angoli dei social media, risponde a uno scopo reale. Il concetto di era aiuta le persone a esteriorizzare e comunicare i cambiamenti interni che avvengono nelle loro vite. Che si tratti della propria productivity era, della travel era o della propria era del “finalmente metto me stesso al primo posto”, questo linguaggio dà forma alla trasformazione personale. Non riguarda tanto la parola in sé, quanto il bisogno umano di segnare e celebrare i diversi capitoli della nostra vita — rendendolo molto più significativo di un semplice trend passeggero.