Zero-Party Data

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I dati che i tuoi clienti desiderano davvero condividere.

Il marketing basato sui zero-party data riguarda le informazioni che i clienti condividono intenzionalmente e proattivamente con un brand. A differenza dei first-party data (che si deducono dal comportamento) o dei third-party data (che si acquistano), i zero-party data provengono direttamente dalla fonte: è il cliente a dirti esattamente cosa vuole, di cosa ha bisogno e cosa preferisce. Vengono raccolti tramite sondaggi, quiz, centri di preferenza e questionari. La differenza fondamentale risiede nel consenso esplicito e in un chiaro scambio di valore. I clienti scelgono di condividere queste informazioni perché si aspettano qualcosa di migliore in cambio.

Perché i zero-party data sono diventati così importanti oggi?

Le normative sulla privacy come il GDPR e il CCPA sono sempre più stringenti e i cookie di terze parti stanno scomparendo. I brand non possono più fare affidamento su dati di tracciamento difficili da giustificare. I zero-party data colmano questa lacuna: sono conformi, affidabili e provengono direttamente dalla fonte. Quando un cliente sceglie di condividere le proprie preferenze con te, ha già fornito il suo consenso. Nessuna zona grigia legale, nessuna inferenza. Solo un’intenzione chiara.

Come si raccolgono concretamente i zero-party data?

I metodi più efficaci sono quiz, sondaggi e survey sulle preferenze. Un retailer di abbigliamento potrebbe chiedere “Qual è il tuo stile?” e usare la risposta per mostrare prodotti pertinenti. Un’azienda B2B potrebbe chiedere “Qual è la tua sfida principale?” per personalizzare i contenuti. La chiave è richiederli in modo strategico: non sommergere i visitatori di moduli. Rendi l’operazione rapida, pertinente e onora immediatamente le loro risposte. Se qualcuno dice di preferire il rosso, mostragli il rosso.

Qual è la sfida principale?

I zero-party data funzionano solo se agisci di conseguenza. Quando i clienti si fidano abbastanza da condividere le loro preferenze, devi dimostrare che quella fiducia è ben riposta. Usa le loro risposte per personalizzare l’esperienza successiva. Offri il valore che si aspettano. Se raccogli i dati e li ignori, rompi una promessa implicita, danneggiando la fiducia molto più di quanto avrebbe fatto il non chiedere affatto.

In cosa differiscono i zero-party data dai first-party data?

I first-party data sono quelli osservati (pagine visitate, articoli acquistati, tempo trascorso a navigare). I zero-party data sono quelli che i clienti ti comunicano direttamente. Entrambi sono preziosi e lavorano in sinergia. I first-party data mostrano cosa ha fatto qualcuno; i zero-party data mostrano cosa vuole fare. Combinarli offre il quadro più chiaro possibile di intenzioni e preferenze.